Dal Governo

Polo oncologico di Messina: risposta del Ministro della Salute all’interrogazione dell’Onorevole Maria Tindara Gullo

Riorganizzazione della Rete ospedaliera regionale della Sicilia e riunificazione in un unico presidio sanitario delle Aziende Ospedaliere Papardo e Piemonte di Messina: è il percorso indicato dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella risposta scritta dello scorso 30 giugno all’interrogazione presentata dall’Onorevole Maria Tindara Gullo (Gruppo Forza Italia) il 16 giugno 2016, che denunciava la difformità nell’utilizzo dei fondi stanziati in base a uno specifico accordo fra la Regione Sicilia e lo Stato per la costituzione del polo oncologico messinese presso l’Ospedale Papardo e il Policlinico universitario. Contrariamente a quanto stabilito, la Regione ha deciso che i posti letto per l’oncologia sarebbero stati creati solo presso il Policlinico universitario.

Nella sua lunga ed articolata risposta il Ministro della Salute ha illustrato come una nuova riorganizzazione della Rete ospedaliera regionale abbia previsto, per la città di Messina, la riunificazione in un unico presidio sanitario delle due Aziende Ospedaliere Papardo e Piemonte. Conseguentemente, in coerenza con la predetta rimodulazione, il finanziamento per la realizzazione di un polo oncologico di eccellenza presso l’Ospedale Papardo non ha rivestito più carattere di attualità e la Regione Sicilia ha ritenuto di destinare l’investimento ai lavori di ristrutturazione degli spazi per i servizi della nuova Azienda “Ospedali Riuniti Papardo – Piemonte” di Messina. Inoltre l’azienda Policlinico di Messina, nel contempo, è stata destinataria di specifici finanziamenti da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in favore di due interventi per i reparti di neuro-oncologia ed oncologia che, tra l’altro, prevedevano la realizzazione di un ciclotrone e di un laboratorio di radiochimica, nonché di laboratori finalizzati alla ricerca oncologica. In base a queste scelte è stato rilevata una notevole riduzione del fenomeno della mobilità passiva dei pazienti che, pur essendo residenti nella città di Messina, preferiscono ricorrere alle cure di strutture sanitarie di altre province siciliane o di altre Regioni: il dato si attesta intorno al 20% per la mobilità passiva fuori provincia e al 30% per la mobilità passiva fuori Regione.

L’atto e risposta integrali al seguente link:
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/13417&ramo=CAMERA&leg=17

CONDIVIDI SU