Il progetto

Il progetto

«La Salute un bene da difendere, un diritto da promuovere» è un Gruppo di 45 Associazioni pazienti, nato nel 2014 e coordinato da Salute Donna onlus, che svolge un’attività di advocacy politico-istituzionale allo scopo di contribuire al miglioramento dell’assistenza, presa in carico e cura dei pazienti oncologici e onco-ematologici, caratterizzate da ritardi e gravi disparità a livello regionale.

MISSION

Instaurare un dialogo permanente fra Associazioni pazienti, società scientifiche, specialisti, imprese, potere legislativo e potere esecutivo per favorire:

  • una migliore presa in carico dei pazienti oncologici e onco-ematologici;
  • una maggiore uniformità di trattamento nelle diverse Regioni italiane;
  • l’accesso tempestivo ai trattamenti più innovativi disponibili.

Per raggiungere questi obiettivi è stata creata la prima piattaforma nazionale di stakeholder in Oncologia di natura consultiva e operativa composta da:

STRUMENTI

Tra gli scopi principali del Gruppo emerge la necessità di portare all’attenzione delle Istituzioni i bisogni socio-sanitari dei malati di cancro; promuovere e condividere con i decisori politici percorsi efficaci ed efficienti al fine di migliorare l’offerta sanitaria in campo oncologico; partecipare come parte attiva alle scelte sull’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.

Per quanto sopra, nelle precedenti elezioni politiche è stato presentato l’Accordo di Legislatura 2018/2023, un documento programmatico sottoscritto da tutti i partiti al fine di rafforzare il rapporto di fiducia e collaborazione tra i rappresentanti istituzionali e i pazienti oncologici.

Alla soglia delle elezioni legislative del 25 settembre 2022 è stato redatto il nuovo Accordo di Legislatura 2022/2027, tenendo in considerazione anche gli ultimi avvenimenti sanitari causati dalla pandemia da SARS-CoV-2.

Un documento programmatico in 12 punti che propone le priorità per una migliore presa in carico e cura dei pazienti e cura dei pazienti oncologici e onco-ematologici che, se strutturata in modo uniforme ed efficiente, permetterebbe inoltre di sollevare il personale sanitario da attività burocratiche che tolgono tempo alla cura.