Un rilevante carico burocratico grava sulle attività quotidiane dei medici oncologi: secondo alcune stime, le attività amministrative possono arrivare ad occupare fino al 50% delle 38 ore settimanali lavorative. Da un’indagine realizzata dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) nei reparti di oncologia medica ospedaliera emerge che l’86,1% degli oncologi ritiene delegabili le attività precedenti l’atto clinico (raccolta di dati anagrafici e documentazione clinica, registrazione con finalità amministrative) e per 1 Centro su 2 è considerata critica, in particolare, la fase relativa all’inserimento delle informazioni in Scheda AIFA.
Su queste premesse è stato organizzato l’11 marzo a Roma un incontro per portare all’attenzione dei media e delle Istituzioni il problema dell’eccessiva burocratizzazione in corsia; incontro che vede siglare ufficialmente la partnership tra Il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e il CIPOMO. Un’alleanza che segue e rafforza anni di vicendevole e fattiva collaborazione, annunciata da Annamaria Mancuso, Coordinatrice del Gruppo di advocacy nato nel 2014 cui aderiscono quasi 50 associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici, e da Paolo Tralongo, Presidente CIPOMO.
La partnership mira a unire le forze e le competenze di clinici, pazienti, Istituzioni e si pone come forum di incontro, dialogo e confronto per definire in accordo con la buona politica strategie collaborative e condivise sui punti chiave che stanno a cuore dei medici e dei pazienti oncologici, tra cui prioritario il tema della deburocratizzazione che soffoca gli oncologi ospedalieri e penalizza cure e assistenza, con costi elevati per il SSN.